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La Valle d’Aosta è famosa per le sue montagne. Per tutta la sua lunghezza, essa separa le Alpi Pennine (a nord e ad est) dalle Alpi Graie (ad ovest ed a sud) fino a giungere al fondo della val Ferret, dove si trova il col Ferret.

Più nel dettaglio a nord, lungo il confine con il canton Vallese, troviamo in sequenza le Alpi del Grand Combin, le Alpi del Weisshorn e del Cervino e le Alpi del Monte Rosa, gruppi appartenenti alle Alpi Pennine. Ad ovest, lungo il confine francese troviamo le Alpi del Monte Bianco che appartengono alle Alpi Graie e chiudono la valle. A sud, lungo lo spartiacque con il Piemonte, troviamo le Alpi del Gran Paradiso, anch’esse appartenenti alle Alpi Graie. Infine ad est, sempre lungo lo spartiacque con il Piemonte, troviamo le Alpi Biellesi, che appartengono alle Alpi Pennine.

“Valichi”

La Valle d’Aosta è una regione intramontana. Per questo motivo i valichi alpini hanno sempre avuto un’importanza fondamentale nella sua storia. Ancora oggi le comunicazioni rivestono un notevole interesse.

I valichi principali che collegano la Valle d’Aosta con le regioni circostanti sono:

Le comunicazioni con le regioni vicine oggi sono assicurate, oltre che dai valichi, anche dal Traforo del Monte Bianco e dal Traforo del Gran San Bernardo.

Il versante valdostano del Cervino.

La Valle d’Aosta è la valle solcata dalla Dora Baltea fino a che questa arriva nella pianura padana. È valle di tipo glaciale con tipica forma ad U, interrotta più volte da strettoie e residui di vecchie morene. Dalla valle principale si dipartono tanto sulla sinistra che sulla destra orografica diverse valli laterali.

Partendo dall’alta valle, si individuano le seguenti valli:

Il Cromlech del Colle del Piccolo San Bernardo.

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“GHIACCIAI”

Circa un 4% della superficie valdostana è coperta da ghiacciai: se ne contano circa 200[6]. Costantemente monitorati, subiscono il riscaldamento globale e dal 1850 si stanno progressivamente ritirando.

Alcuni dei principali ghiacciai sono:

Il Ghiacciaio della Brenva.

“FIUMI”

Il fiume che solca l’intera Valle, da nord-ovest a sud-est, è la Dora Baltea, lungo 160 chilometri. Nasce convenzionalmente dal ghiacciaio della Brenva, in Val Veny, ma prende il nome alla confluenza tra la Dora di Ferret (proveniente dal ghiacciaio di Pré de Bar in Val Ferret) e della Dora di Veny (dal ghiacciaio del Miage in Val Veny). Il fiume riceve le acque da tutti i torrenti delle valli laterali valdostane, lambisce il capoluogo Aosta, prosegue attraverso chiuse, rapide e tratti pianeggianti e giunto in Piemonte si getta nel Po nei pressi di Crescentino.

Il torrente Lys nei pressi di Gaby.

“CLIMA”

A causa dell’orografia del territorio valdostano esistono dei microclimi locali assai differenti anche tra vallate o versanti vicini.

Le temperature variano in base alla quota del territorio. In quota vige un clima alpino, per cui le estati sono brevi e fresche e subentrano poi dei lunghi inverni freddi con temperature che scendono anche a -20 °C e punte anche inferiori a -30 °C a quote maggiori di 2000 m. I fondovalle hanno invece un andamento tipico dei climi continentali: in inverno le temperature scendono sotto allo 0 °C anche di una decina di gradi, d’estate viceversa salgono anche su valori di oltre 30 °C con scarsa ventilazione che accentua la sensazione d’afa.

Le piogge sulla Valle d’Aosta risultano scarse, soprattutto se confrontate con le altre regioni del settore alpino, in quanto i venti che soffiano più frequentemente sono di provenienza occidentale e scaricano sui versanti ovest delle Alpi il loro contenuto di umidità. Le vallate più interne incassate tra imponenti rilievi risultano essere assai secche; le precipitazioni aumentano con la quota superando in genere di poco i 1000 mm anche sui rilievi più elevati. Tali livelli di piovosità bassi sono dovuti proprio all’effetto barriera che i rilievi esercitano nei confronti delle depressioni atlantiche.

Esistono comunque delle aree a maggiore piovosità, al confine con il Piemonte, aperto agli influssi meridionali e al confine con la Francia e la Svizzera a causa dell’esposizione favorevole sia alle correnti settenetrionali che a quelle occidentali atlantiche.

Le precipitazioni assumono carattere nevoso in quota sopra i 2400 m in qualsiasi stagione dell’anno. L’inverno è generalmente la stagione più asciutta, ad eccezione dei versanti occidentali, dove sono maggiori le precipitazioni spesso in forma nevosa nei mesi invernali. Nei mesi invernali l’intensità del vento è a volte tale che la brusca discesa dai pendii delle Alpi genera rilevanti episodi di Foehn. Anche in questo caso i versanti occidentali valdostani fanno eccezione, in quanto è prevalente l’effetto Stau con rilevanti precipitazioni nevose invernali.

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